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	<title>Scritti Originali  Blog</title>
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		<title>Una modesta proposta per il Meridione</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Manes</dc:creator>
				<category><![CDATA[1-Scritti Originali (Archivio scritti in Italiano)]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; 1. Il problema del Meridione è sempre alla ribalta. Da sempre si auspicano, talvolta anzi si reclamano con forza, nuovi interventi dello Stato per il Sud.  Ma per fare che cosa? Di soldi per industrializzare il Sud, dal 1950 in poi ne sono stati spesi a bizzeffe, anche troppi. Cattedrali nel deserto, strade che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scrittioriginali.wordpress.com&amp;blog=10058741&amp;post=155&amp;subd=scrittioriginali&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>1. Il problema del Meridione è sempre alla ribalta. Da sempre si auspicano, talvolta anzi si reclamano con forza, nuovi interventi dello Stato per il Sud.  Ma per fare che cosa?</p>
<p>Di soldi per industrializzare il Sud, dal 1950 in poi ne sono stati spesi a bizzeffe, anche troppi. Cattedrali nel deserto, strade che non conducono a nulla, costruzioni non finite o rimaste inutilizzate. Che altro si vuole dallo Stato? E poi lo Stato non siamo forse tutti noi messi insieme? E per il Sud non lo sono forse soprattutto i meridionali messi insieme? Perché quello che si vuole dallo Stato non lo si chiede ai governi del Sud, a tutto il popolo del Sud, napoletani, calabresi, siciliani? Sono forse costoro incapaci di intendere e di volere? Se si constata che Napoli è sporca, che non è capace di trattare i suoi rifiuti, che ha i semafori ma è peggio che se non li avesse, perché Bassolino e la Jervolino si offendono e reclamano l’intervento esterno? Perché non fanno autocritica e non se la prendono con i napoletani stessi? La verità è che non di soldi si tratta ma di cultura. Non la cultura degli intellettuali, con la C maiuscola, ma la cultura intesa come abitudini, “costumanze”, cioè comportamento nella quotidianità, modi di agire e di essere.</p>
<p>2. La cultura meridionale, intesa in tal senso, è totalmente diversa da quella del settentrione. Il problema del Sud in quanto problema dell’Italia unita, nazione unica dalle Alpi alla Sicilia, con un’unica Costituzione, è tutto qui. Per risolverlo bisogna armonizzare le due culture, o almeno renderle razionalmente compatibili. E io dico, <em>rivolgendomi da meridionale a meridionali</em>, questo non è compito dello Stato nazionale, è compito vostro. Nel vostro territorio lo Stato siete voi stessi. La Costituzione è la stessa, le regole sono le stesse, sta a voi applicarle, magari adattandole alle vostre costumanze, purchè mantenute nella legalità. Vi vantate – ci vantiamo – di essere intelligenti, simpatici, creativi; non polentoni, non pecoroni come al nord: dimostratelo, creando condizioni di vita migliori di quelle del nord: città più pulite, servizi pubblici che funzionino meglio di quelli del nord. Per questo non servono solo i soldi, serve soprattutto che gli uomini e le donne che lavorano per la città, manutenzione, trasporti, scuole, ospedali, facciano il loro lavoro con intelligenza,  serietà, onestà e scrupolo. L’intelligenza &#8211; si dice &#8211; non manca: ma la serietà, l’onestà, lo scrupolo?</p>
<p>La diversità delle due culture ha radici antiche. Se ne è scritto a non finire. Nel Sud, il popolo non sente lo Stato come cosa sua. Sente invece lo Stato come “altro”, come padrone da temere, servire e se possibile fregare.  E’ il retaggio di secoli sotto dominio straniero. Nel medioevo passarono e dominarono il Sud dell’Italia, guerreggiando e saccheggiando, bizantini, goti, longobardi, normanni, franchi, tedeschi. Il regno di Napoli fu all’inizio normanno e poi svevo. A metà del secolo XIII  Carlo I d’Angiò mise sul tro no la Dinastia angioina. Seguirono, due secoli dopo, gli Aragonesi. Agli inizi del 1500 il Regno di Napoli perse addirittura l’indipendenza e divenne dominio spagnolo, governato da Viceré nominati dal Re di Spagna. Infine ancora due e più secoli oltre, i Borboni  ripristinarono la monarchia e regnarono – salvo la breve e tragica esperienza repubblicana e delle monarchie napoleoniche – fino all’unificazione dell’Italia, nel 1860. Di questo condizionamento secolare non è facile liberarsi, eppure bisogna riuscirci se si vuol costruire (per i meridionali in particolare ma direi anche in certa misura per tutti gli italiani) una nuova identità di cittadini che sono e si sentono padroni dello Stato. Il condizionamento deve essere  ribaltato: da “Stato=altro” a “Stato=noi stessi tutti insieme”. E deve prendersi coscienza che chiedere di più allo Stato significa nient’altro che chiedere di più a noi stessi.</p>
<p>3.  In condizione di “Stato=altro” manca ovviamente ogni sintonia tra lo Stato, da una parte, e il sentimento del popolo che da esso dovrebbe essere governato, dall’altra. Il popolo rimane sostanzialmente abbandonato a se stesso.<br />
Questa condizione grava sulla penisola italica da tempi antichi, molto antichi, praticamente dalla caduta, e poi il disfacimento, dell’impero romano. Nel medioevo feudale, il popolo nel suo territorio viene lasciato alla cura del feudo locale e della Chiesa. Con la fine del feudalesimo nascono, per forza di cose, poteri locali autonomi, fuori dalla legge ma riconosciuti dalla cultura popolare indigena, che suppliscono alla latitanza di un ordinamento dall’alto. Nel nord dell’Italia  nascono e fiorirono i comuni, nel Sud nascono poteri locali vari, legati in qualche modo a baronie terriere, più difficili da controllare e più soggetti a cambiare nel tempo.</p>
<p>Lo Stato unitario italiano, il Regno d’Italia proclamato nel 1861, riconobbe subito il problema del Mezzogiorno e cercò di affrontarlo, ma sbagliando strategia e metodo. Il nuovo potere centrale non era certo potere straniero, ma era tuttavia potere condizionato da cultura diversa, che veniva avvertito ancora come straniero nel Mezzogiorno..E questa sensazione veniva rafforzata dai metodi repressivi messi in atto per affrontare il problema. Fu indubbiamente gravissimo errore sciogliere subito l’esercito borbonico, i cui ex soldati allo sbando fornirono uomini alle sacche di resistenza e ad altri poteri locali fuorilegge, allora rappresentati soprattutto dal banditismo. L’errore prosegue e si consolida nel tempo. I poteri locali fuorilegge e ormai deviati, si trasformano, e direi si corrompono ulteriormente, nel tempo, da banditismo di strada in mafia, camorra, drangheta, corona unita e quant’altro. Ma rimangono sempre radicati e riconosciuti dalla cultura indigena. Lo Stato continua a combattere la mafia, nelle sue varie denominazioni, ma essa è sempre lì. Il potere legale ne è condizionato, e pur combattendola deve intrattenere rapporti con essa. Il fatto è che per superare condizionamenti culturali atavici, armonizzare culture diverse, far scomparire i poteri fuorilegge, non basta la repressione. (Così come, direi, non si può combattere il terrorismo con i carri armati). <em>Bisogna che i poteri illegali prendano coscienza di essere tali</em>. E perché questo possa accadere è necessario che emergano dall’oscurità, che siano portati alla luce del sole. <em>E’ necessario portare la cultura indigena al potere</em>. Mettere nella stanza dei bottoni uomini della  cultura indigena, affinché vedano dai posti di comando, tocchino con mano che cosa significa governare la comunità. Non agire solo nell’interesse proprio, senza riguardo per le leggi stabilite da uno Stato considerato “altro”, ma operare quanto meglio possibile per tutti, ricchi e poveri, onesti e lazzaroni, per tutto il condominio.</p>
<p>4. Qui avanzerei la mia modesta proposta: portiamo i poteri occulti allo scoperto, consentendo che mafia, camorra, ndrangheta, corona unita e quant’altro si trasformino in partiti politici, e partecipino alle elezioni, portando come candidati i loro boss più noti, compresi quelli che siano in carcere. (Orrore, orrore!). Ma i risultati sarebbero vantaggiosi per il paese. Già un <em>primo buon risultato</em> sarebbe conoscere, attraverso il voto elettorale, quanto seguito hanno nel paese mafia, camorra, etc. Un <em>secondo  vantaggioso risultato</em>, sarebbe di eliminare l’intermediazione, cui oggi si fa ricorso, tra potere  legale e potere illegale. Politici non mafiosi e politici mafiosi  potrebbero trattare direttamente, alla luce del sole, senza bisogno di camuffare i rapporti servendosi di intermediari, di solito squallide figure politiche, servi nel contempo di non mafiosi e di mafiosi, che nell’intrallazzo e nella corruzione ci guazzano, contribuendo a crearla anche dove non ci fosse. <em>Terzo, ancora maggiore sarebbe il vantaggio per la collettività se i mafiosi conquistassero il potere locale</em>: sarebbero chiamati a governare localmente in nome della legge; il “pizzo” diventerebbe tassa, il pizzo illegale sparirebbe; l’economia sommersa verrebbe alla luce, sparirebbe il lavoro in nero. In altre parole, per forza di cose, la mafia al potere si convertirebbe alla legalità: dapprima con qualche diffidenza, poi sempre con maggior convinzione. Il governo locale composto di padrini eletti dal popolo, sarebbe in sintonia con la cultura locale; e poiché come governo sarebbe giudicato dalla gente per i risultati che è capace di ottenere a favore della gente, sempre per forza di cose sarebbe costretto a far bene: a dimostrare che può fare anche meglio e di più di quello che fanno i polentoni del settentrione.</p>
<br />Pubblicato in1-Scritti Originali (Archivio scritti in Italiano)  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scrittioriginali.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scrittioriginali.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scrittioriginali.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scrittioriginali.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scrittioriginali.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scrittioriginali.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scrittioriginali.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scrittioriginali.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scrittioriginali.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scrittioriginali.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scrittioriginali.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scrittioriginali.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scrittioriginali.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scrittioriginali.wordpress.com/155/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scrittioriginali.wordpress.com&amp;blog=10058741&amp;post=155&amp;subd=scrittioriginali&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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